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Clo

mercoledì 21 settembre 2011

Passeggiate nell'Arte - Palazzo Barberini

Dopo quindici giorni di mare, spiagge assolate, turisti e bagnanti vocianti, siamo andati in una profonda crisi di astinenza da cultura.
Mi sono ritrovata a vagare su Internet cercando, per il weekend passato, un Museo, una galleria, una mostra che mi desse un pò d’ossigeno. Quasi per caso, mi sono ricordata di una trasmissione che avevo sentito qualche giorno prima su Radio Vaticana. In questa trasmissione si parlava dell’apertura di un nuovo piano a Palazzo Barberini. Non avevo prestato molta attenzione, ma avevo captato alcune frasi che mi avevano molto colpito. Arte Barocca, nuova ambientazione e ristrutturazione, inaugurazione di nuove Sale. La curiosità e l’astinenza da polo museale mi ha convinto ad andare a visitare questa Galleria. In effetti, Palazzo Barberini ospita una collezione di Arte antica che non conoscevo. Dal sito Internet dei Beni Culturali, peraltro molto ben fatto, ho preso gli orari e, in un caldissimo mezzogiorno romano, con mio marito ci siamo diretti verso il Museo. Questa è la locandina che ci hanno dato al’’ingresso.



dalla quale abbiamo appreso che effettivamente avremmo visitato delle nuove sale al secondo piano e che in queste sale erano esposte delle opere dal Barocco al Neoclassico. Ottomo!!! Prima buona sorpresa.

La seconda sorpresa è stato il biglietto d’ingresso. Solo 5€. Con un pò di timore di aver perso tempo, vista l’esiguità della spesa e l’abitudine a pagare ben altre cifre, siamo entrati nella prima di 34 sale.
Passando di sala in sala le parole che avevo ascoltato alla Radio mi tornavano alla mente: nuova ambientazione, ristrutturazione dei soffitti decorati, fruibilità, didattica. Ed effettivamente sono tutte componenti che rendono questa Galleria una delle più interessanti che ho mai visto. Una bellissima ristrutturazione dei soffitti decorati e delle pareti di tutte le sale e soprattutto delle nuove al secondo piano, permette in un’ambiente accogliente (aria condizionata da per tutto) di fare un percorso nell’Arte pittorica dall’anno mille fino e metà del Settecento. Passeggiare tra le Sale decorate in perfetto stile Barocco e le Opere dei maggioni pittori italiani e di molti stranieri, divisi nelle varie sale per Anno, ambientazione o scuole pittoriche (Sala 1 Icone e croci dipinte, Sala 2 Scuola del trecento, Sala 3 Tardo Gotico e Primo rinascimento etc.) è veramnte formativo. Rende effettivamente l’idea di come si sia sviluppata la pittura in Italia nei vari secoli. Potrebbe, a mio avviso, essere inserita in un ideale percorso didattico per studenti di tutte le età.
E tutto questo senza parlare dell’emozione che Raffaello, Caravaggio o Pietro da Cortona riescono a dare dopo cinque secoli a degli appassionati come noi.
Guradando quelle Opere immortali, mi sono resa conto che la differenza sostanziale con la fotografia è che, nella fotografia è possibile dare un’immagine assolutamente realistica che riesce senza dubbio ad emozionare, ma questi quadri sono la realtà, anche quando non rappresentano la realtà. Questo perchè è possibile cogliere facilmente l’emozione che l’autore ci trasferisce. Infatti, tutto il tragitto è stato un susseguirsi di emozioni senza soluzione di continuità.
Per la descrizione delle Sale, si rimanda al sito Internet dei Beni Culturali. Un solo accenno alle opere che più ci hanno colpito.
-          Nella Sala 9 del piano terra , “Nordici”, c’è un’opera del pittore  Josse Lieferinxe raffigurante i Pellegrini alla tomba di san Sebastiano, estremamente realistica e moderna.
-          Nella Sala 10 del piano nobile “I Fiorentini”, l'opera La Maddalena di Piero di Cosimo rende spendidamente omaggio alla pittura fiorentina del rinascimento.
-          La Sala 12 sempre al piano nobile è dedicata a Raffaello e, soprattutto, alla Fornarina, uno dei capolavori di Palazzo Barberini. 
-          Nella Sala 20, le opere di Caravaggio e soprattutto Giuditta e Oloferne, tengono l’osservatore incollato alla luce ed alle ombre di questo immenso artista.
-          Lo spettacolare affresco di Pietro da Cortona nel salone progettato da Gian Lorenzo Bernini al centro del complesso architettonico del palazzo, rappresenta una pietra miliare nella storia della pittura barocca. Raffigura il Trionfo della Divina Provvidenza,
-          Nella Sala 25 del secondo piano, “La Pittura a Napoli da Ribeira a Luca Giordano”, il Capomastro di Luca Giordano, richiama fortemente il realismo di Caravaggio.
-          Nella Sala 34, sempre al secondo piano, “Presenze artistiche in Italia settentrionale tra Seicento e Settecento”, Giacomo Ceruti, detto il Pitocchetto. dipinge il Ritratto di giovane fumatore con una visione familiare e realistica.

Queste di seguito sono alcune immagini delle opere e delle decorazioni di pareti e soffitti che, grazie all’autorizzazione del capo servizio e della Dott.ssa Lo Bianco, abbiamo preso in questo pomeriggio estivo.






Francesco Bianchi Ferrari
Orazione di Cristo nell’orto di Getsemani


Pedro Hernandez da Murcia
La visione del beato Amedeo Menez de Sylva


Pittore lucchese attivo metà XIII secolo
Croce dipinta


Bartolo di Fredi
Madonna con bambino

La scala del Bernini


Ignoto artista Fiorentino metà del  XVI secolo
Ritratto di Isabella dè Medici






Caravaggio
Giuditta e Oloferne


Al centro
Giovan Francesco Barbieri, detto
Guercino
Flagellazione di Cristo








Raffaello
La Fornarina

Il secondo piano





Gian Lorenzo Bernini
Ritratto di Papa Urbano VIII






martedì 20 settembre 2011

Involtini con fichi e uva



Per 2 persone
Ingredienti:
4 fettine di arista di maiale
4 fettine sottili di pancetta
4 fichi piccoli e sodi
1 spicchio d’aglio
sale, pepe q.b.
½ bicchiere di vini bianco
olio evo
1 grappolo di uva da vino bianca (o altra)

Battere la carne su un tagliere. Sopra ad ogni fettina di arista metterne una di pancetta e un fico ben lavato ed asciugato. Arrotolare la carne e fermare l’involtino con uno stecchino. Mettere sul fuoco una padella, versare dell’olio e aggiungere l’aglio in camicia. Toglierlo quando sarà dorato. Mettere a rosolare gli involtini senza coperchio. Sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco e lasciare cuocere la carne con il coperchio a fuoco medio. Nel frattempo lavare il grappolo d’uva e staccare gli acini dal raspo. Appoggiare una padellina sul fuoco con due cucchiai di olio, unire i chicchi d’uva e lasciare cuocere per circa 10 minuti con un pizzico di sale e pepe. Quando la carne è cotta togliere il coperchio, unire la salsa d’uva e lasciare insaporire a fuoco alto per qualche minuto. Servire gli involtini sulla salsa dopo aver tolto lo stecchino.




Partecipiamo al contest di Gattoghiotto e Malvarosa Edizioni


mercoledì 14 settembre 2011

Polpettine vegetariane di melanzane


In questa ricetta ho deciso di non bollire le melanzane e di non privarle della buccia.

Ingredienti:
500 gr di melanzane nere
1 uovo intero
80 gr di mollica di pane raffermo
50 gr di parmigiano grattugiato
50 gr di pecorino grattugiato
1 spicchio d’aglio
Prezzemolo tritato q.b.
Sale, pepe q.b.

Far ammorbidire la mollica di pane in un poca acqua. Lavare, asciugare le melanzane e tagliarle a cubetti piccoli. Mettere sul fuoco una padella con olio evo e lo spicchio d’aglio. Togliere l’aglio quando sarà dorato e versare nella padella le melanzane tagliate. Lasciare trifolare girando spesso. Quando  le melanzane sono cotte lasciarle freddare. Metterle in un mixer e tritarle grossolanamente. Trasferire la polpa in una ciotola, aggiungere l’uovo, la mollica ben strizzata, i due formaggi grattugiati, il prezzemolo, sale e pepe. Amalgamare bene, usare prima una forchetta, poi continuare con le mani ben pulite. Se l’impasto risulta troppo umido, aggiungere un poco di pangrattato. Preparare delle polpettine grandi come una noce (è utile mentre si formano le polpettine, immergere ogni tanto le mani in acqua fredda) e passarle nel pangrattato. Friggere le polpettine in due dita di olio evo ben caldo. Quando saranno dorate e croccanti scolarle su carta assorbente. Sono buone sia calde che fredde.

Queste polpettine sono una buona idea per un aperitivo, servite con olio balsamico ristretto; oppure servite con la salsa tzatzichi; si possono cuocere anche in forno a 180° fino a doratura su una teglia foderata con carta forno, girate spesso (fare attenzione perché nel forno si possono asciugare troppo).
Io le ho passate in un miscuglio di farina e farina di mais al 50% e sono venute molto delicate.
Si può usare anche farina di riso.

martedì 13 settembre 2011

Peperoncini e peperoni



Sono arrivati a casa mia, direttamente da Chiaromonte (PZ), i prodotti freschi dell’orto di Nik (veramente a km 0). Inoltre è arrivata inattesa la scorta di peperoni cruschi e di peperoncini piccanti per l’inverno. I peperoni freschi I.G.P. di Senise li ho riempiti di carne macinata. Alcuni li ho congelati, altri li abbiamo messi in forno e mangiati subito.

Per il ripieno dei peperoni
Ingredienti:
400 gr di polpa di manzo macinata
1 uovo intero
4 fette di pancarrè (o mollica di pane)
latte q.b. (anche acqua)
80 gr di parmigiano grattugiato
un ciuffo di prezzemolo tritato
sale, pepe q.b.
1 spicchio di aglio tritato (a piacere)

Mettere ad ammorbidire il pane con il latte. In una ciotola mettere la carne macinata, unire il pane strizzato, il parmigiano grattugiato, il prezzemolo tritato, l’uovo, il sale, il pepe. Amalgamare bene il tutto e lasciare insaporire per 30 minuti in frigo.
Tagliare la calotta dei peperoni e metterla da parte. Togliere i semi e i filamenti interni dei peperoni.
Lavarli sotto l’acqua corrente, dentro, fuori e metterli a scolare. Asciugare i peperoni, riempirli con il composto di carne (spingere con un cucchiaino la carne verso il basso, in modo da riempire completamente i peperoni).  Chiudere ogni peperone con la propria calotta e fermare con uno stecchino. Sistemare i peperoni in una teglia da forno, distribuire sopra un filo d’olio evo e infornare a forno  caldo a 180° per circa 30 minuti. Durante la cottura girare i peperoni una sola volta. Servire i peperoni con la salsa di cottura.

Se non si hanno i peperoni di Senise, si possono usare i peperoni friggitelli (friarielli).










mercoledì 7 settembre 2011

trottole e vongole


Le trottole è un formato di pasta di semola di grano duro, trafilata a bronzo. Quando trovo un formato di pasta particolare lo prendo subito e lo metto in dispensa. In occasione di una cena ho preparato questa ricetta. Mi ha fatto piacere vedere i miei ospiti fare il bis.

Per 4 persone
Ingredienti:
400 gr di pasta (trottole o altro)
8 pomodorini datterini
800gr di vongole veraci
cacioricotta di capra
1 spicchio d'aglio
 peperoncino, prezzemolo, sale q.b.
Olio evo (extravergine di oliva)

Mettere le vongole a spurgare in acqua fredda con del sale per circa 2/3 ore. In una padella larga ed alta, scaldare 3 cucchiai di olio, unire uno spicchio d’aglio e un pezzettino di peperoncino sensa far soffriggere. Eliminare l’aglio, aggiungere le vongole e lasciarle aprire nella padella con il coperchio. Quando sono tutte aperte, allontanare la padella dal fuoco (se cuociono troppo le vongole diventano dure), filtrare il liquido di cottura per eliminare eventuali residui di sabbia. Mettere le vongole da una parte in una ciotola. Tagliare a metà nel senso della lunghezza i pomodori datterini, eliminare i semi e tagliarli ancora a metà. In una piccola padella, scaldare un cucchiaio di olio, aggiungere i pomodori e farli cuocere pochi minuti a fuoco vivace (debbono rimanere sodi). Lessare la pasta e scolarla prima di aver raggiunto il punto di cottura. Versarla in una padella larga, unire subito le vongole con tutto il guscio e il loro liquido di cottura filtrato. Amalgamare bene per far insaporire la pasta (se serve aggiungere acqua di cottura). Aggiungere i pomodori solo quando la pasta, sarà cotta. Spengere il fuoco, versare un filo di olio a crudo e mantecare. Distribuire su ogni singolo piatto una manciata di prezzemolo tritato e una generosa grattugiata a piccole scaglie (al momento) di cacioricotta.
Io ho usato cacioricotta di capra di Senise.

lunedì 5 settembre 2011

Parmigiana di melanzane


La parmigiana di melanzane è un piatto estivo, per nulla leggero, che racchiude i sapori e i profumi del sud. Ognuno ha la sua variante per la preparazione; chi aggiunge uova sode, chi prosciutto cotto, chi altri formaggi in sostituzione della mozzarella e del parmigiano reggiano. Alcuni usano melanzane grigliate per una
parmigiana light. Tutte le ricette sono valide e legittime.
Vi descrivo ora la mia parmigiana non troppo dietetica (ogni tanto si può fare).

per 4 persone
Ingredienti:
1 kg di melanzane nere lunghe
600 gr di polpa di pomodoro
150 gr di parmigiano reggiano grattugiato
250 gr di mozzarella ben sgocciolata (o caciocavallo o provola)
foglie di basilico q.b.
2/3 uova intere
farina q.b.
olio evo (o olio di semi d’arachidi) per friggere
sale fino q.b.
sale grosso q.b.

Spuntare, lavare ed asciugare le melanzane. Affettarle alte mezzo centimetro nel senso della lunghezza. Mettere le fette a strati in un colapasta e cospargere ogni strato con sale grosso. Lasciare riposare per 45 minuti con un peso sopra (una pentola piena d’acqua). Questo servirà ad eliminare il liquido amarognolo delle melanzane e a far assorbire meno olio in frittura. Durante questo tempo, preparare una salsa con il pomodoro senza usare olio (basterà quello delle melanzane fritte) e se piace aggiungere uno spicchio d’aglio. Sciacquare le melanzane sotto acqua corrente e asciugarle bene. In una ciotola sbattere  2 uova (se serve usarne altre). In un piatto piano mettere della farina. Scaldare l’olio in una padella. Passare ogni fetta di melanzana prima nella farina (togliere quella in eccesso), poi nell’uovo sbattuto e metterle a friggere nell’olio caldo.  Quando le fette sono dorate e croccanti da ambo i lati, farle scolare su carta assorbente e salare con moderazione. Friggere così tutte le fette di melanzana. Tagliare a fette la mozzarella ben scolata.
Nel fondo di una pirofila rettangolare da forno mettere uno poco di salsa ed iniziare a mettere uno strato di melanzane, una fetta vicino all’altra senza sovrapporle. Stendere uniformemente sopra la  salsa di pomodoro e aggiungere foglie di basilico. Cospargere con parmigiano reggiano e coprire con le fette di mozzarella. Procedere con un secondo strato mettendo le melanzane in senso opposto a quello precedente (uno strato orizzontale e uno verticale). Continuare a formare gli strati fino ad ultimare gli ingredienti. L’ultimo strato deve essere di salsa di pomodoro e parmigiano. Mettere la pirofila in forno già caldo a 200° per 35/40 minuti, fino a creare una crosticina  sulla superficie .
La parmigiana è buona sia calda che a temperatura ambiente, ma è eccellente fredda e riposata.

giovedì 1 settembre 2011

I Viaggi di Clo: Rodi 2011

Siamo appena tornati dalle vacanze di agosto che abbiamo trascorso nella splendita isola greca di Rodi. Sole, mare, acqua cristallina e, in perfetto stile di questo blog, buon cibo, ci hanno accompagnato in questa vacanza. Questi sono alcuni scatti degli oltre 2000 che abbiamo preso in questi giorni. Spero possano rendere l'idea dell'atmosfera nella quale ci siamo immersi per quindici giorni.

click su questo link e sulla foto per andare al viaggio Rodi 2011 prima parte
Da Viaggio a Rodi
click su questo link e sulla foto per andare al viaggio Rodi 2011 seconda parte
Da Viaggio a Rodi

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