Con questo post iniziamo una nuova serie di contributi
provenienti da un’iniziativa del capo di
mio marito. Questo attivissimo ingegnere romano, oltre ai suoi
molteplici impegni lavorativi, ha voluto condividere con i suoi collaboratori
un nuovo modo di scambiare cultura ed, in particolare, la cultura del cibo.
Avendo la fortuna di collaborare con persone che vivono in altri paesi europei e
del Nord Africa, ha iniziato a scambiare ricette tipiche Italiane con altre,
altrettanto tipiche, di questi altri Paesi.
Questa iniziativa, lodevole dal punto di vista interculturale, ha avuto
un grande successo tra i colleghi e tutti si sono impegnati a descrivere
ed inviare alcune tra le ricette tipiche dei vari paesi di provenienza. Abbiamo
quindi, per ora, la Trippa alla Romana, la Paella dalla Spagna, la Torta di carote dall’Irlanda, il Pugging di
riso dalla Grecia ed il pollo alle olive dall’Algeria. Le ricette che posteremo
sono quindi liberamente tratte da questi scambi “culturali”
Iniziamo con la ricetta della Trippa alla Romana del capo
(Stefano)
TRIPPA
ROMANA
La trippa, “frattaglie” di bovino, è
composta da diverse parti dello stomaco (rumine, foiolo, lattice). Di solito ora
si può trovare in vendita anche in barattolo già precotta. Questi tagli di
carne sono sempre stati un cibo per poveri consumati principalmente dalla
popolazione romana. I ricchi, infatti, erano inclini verso altri tagli, anche
se forse, alla fine, meno appetibili e gustosi della trippa e della pajata (per
non parlare della coda).
Nelle
trattorie romane, e più in generale del Lazio, il giorno del consumo di trippa
era istituzionalmente, il Sabato.
Per bollire la trippa:
1 cipolla
3 o 4 chiodi di garofano
un paio di foglie di alloro
sedano
una carota
due rametti di menta.
Ingredienti
Per 4
persone:
600 grammi di trippa cotta
cipolla
600 grammi di pomodori pelati
olio extravergine di oliva
foglie di menta fresca romana
pecorino
peperoncino
1/2 bicchiere di vino bianco
saleOpzionale: una
carota e una costa di sedano
Se non è già precotta, bollire la trippa
insieme con la cipolla, chiodi di garofano, foglie di alloro, sedano, carota e
due rametti di menta.
Una volta
bollita, tagliare in strisce di circa 2 cm di larghezza.
Preparare
un soffritto, preferibilmente in una pentola di coccio, con un paio di giri di olio extra vergine di
oliva, mezza cipolla tritata finemente (se lo si desidera, la carota, peperoncino e sedano), facendo rosolare il tutto per un paio di minuti.
Quando
la cipolla comincia a rosolare aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco e la
trippa. Dopo
qualche minuto aggiungere i pomodori pelati, schiacciati con una forchetta, la loro salsa, condire con sale e cuocere a fuoco basso per circa 40 minuti,
mescolando di tanto in tanto, in pentola coperta. In ultimo aggiungere qualche foglia di menta.
La
trippa va servita calda con qualche fogliolina di menta e abbondante pecorino
romano grattugiato.
Inutile
dire, che bisogna accompagnare la trippa con abbondante pane dotare perché la cosa più
gustosa è la "scarpetta" nella salsa.

English version
With
this post we begin a new series of contributions from an initiative of the head
of my husband. This very active Roman engineer, in addition to its many work
commitments, wanted to share with his co-workers a new way to exchange culture
and, in particular, the culture of food. Having the fortune to work with
people living in other European countries and North Africa, began to exchange recipes
with other Italian, as typical of such other countries. This initiative, admirable
in terms of intercultural had a big hit with all my colleagues and all are
committed to describe and send some of the recipes from the various countries of
origin. We therefore, for hours, tripe alla Romana, paella from Spain, the carrot
cake from Ireland, the Pugging of rice from Greece and chicken with olives Algeria.
Will post the recipes that are so freely drawn from these exchanges "cultural"
TRIPE ROMAN
Tripe
is an “offal " bovine consists of different parts of the stomach (rumen,
foiolo, lattice). Usually found on sale, jar, but already precooked food has
always been a "poor", those cuts of meat for consumption by the Roman
populace: the rich, in fact, could not afford or were inclined to many other
cuts, maybe , in the end, even less palatable and tasty tripe, the pajata or
offal (not to mention the tail).
In
Roman trattorias, and more generally of Lazio, the day Member of the
consumption of tripe was institutionally Saturday. Indeed, tradition, except in
Lent, the menu of the week was so Roman "establishment"
To
boil the tripe:
1
onion
3
or 4 cloves
a
couple of bay leaves
celery
a
carrot
two
sprigs of spearmint.
For 4 people:
600
grams of tripe cooked
onion
600 grams of peeled tomatoes
extra virgin olive oil
fresh mint leaves Roman
pecorino cheese
chili
1/2
cup white wine
salt
(Optional: a carrot and a stick of celery)
If
you are not already pre-cooked tripe boil together with the onion, cloves, bay
leaves, celery, carrot and two sprigs of spearmint.
Once
boiled it into strips about 2 inches wide.
The
mixture, preferably in an earthenware pot, it should be done with a few rounds
of extra virgin olive oil, half an onion finely chopped (if desired, the
carrot, red pepper and celery), by frying the whole thing for a couple of minutes
.
When
the onion starts to brown add half a glass of white wine and tripe. After a few
minutes add the peeled tomatoes, crushed with a fork, and their sauce, season
with salt and cook over low heat for about forty minutes, stirring
occasionally, in a covered pot. When almost done, I add a few leaves of
spearmint.
The tripe is served